Alejandro Valverde infila la Decima al Caminito del Rey

Alejandro Valverde torna grande e batte con una volata delle sue Kwiatkowski, che si consola col simbolo del primato. Per l’Embatido è il decimo successo alla Vuelta. Nibali si stacca all’inizio dell’ultima salita e paga 4 minuti. Attardati anche Porte e Adam Yates.

Dal mare di Marbella all’entroterra andaluso, fino ai 392 metri di Caminito del Rey, nella riserva naturale del Guadalhorce. Non sarà un tappone pirenaico, ma nella seconda tappa della Vuelta di Spagna numero 73 si comincia già a fare sul serio. Subito quattro Gpm e il primo dei nove arrivi in salita che, pur senza mostrare pendenze severe, potrebbe già ridisegnare la classifica generale e quella dei big. La corsa non si vince certo oggi, ma l’occasione per dare un primo segnale agli avversari è ghiotta. L’arrivo è da scattisti, quasi da classica, e i pretendenti sono tanti.

Il tracciato nervoso e carente di pianure è un invito agli attaccanti coraggiosi e come da programma ecco la prima fuga di quest’edizione. Alexis Gougeard, Thomas De Gendt, Pierre Rolland, Pablo Torres, Jonathan Lastras, Luis Angel Maté e Hector Saez sono i protagonisti. Pronti, via e c’è la prima salita della corsa, il Puerto de Ojen. Maté anticipa tutti e si candida a vestire la prima maglia a pois. Tra i fuggitivi e il gruppo si forma un solco che svaria tra i 3 e i 4 minuti.

Siamo a inizio Vuelta e si viaggia ad alta velocità. La BMC di Rohan Dennis e la BORA di Peter Sagan, indicato come favorito numero 1 di giornata, fanno l’andatura, tenendo la fuga a bagnomaria. A 80 km dal traguardo si passa per la prima volta sull’ascesa di Guadalhorce, dove è posto l’arrivo. Maté si riconferma e fa lo stesso anche sulla terza salita, l’Alto de Ardales, diventando il primo padrone della montagna in attesa di asperità più probanti. De Gendt capisce che l’azione degli attaccanti ha il destino segnato ed è il primo a rialzarsi. E mentre Rolland e Gougeard provano a rilanciare, dietro inizia il forcing severo di Movistar e Team Sky.

Il gran finale non dà tregua. Nonostante pendenze non impossibili, l’andatura folle fa danni. Il primo ad alzare bandiera bianca è Peter Sagan, seguito a ruota dalla maglia rossa Dennis e da uno spento Richie Porte. Finisce la fuga di giornata e a 8 km dal traguardo cede anche Vincenzo Nibali: arriverà a 4 minuti col fido Pellizzotti. Il primo ad attaccare in testa è Kruijswijk, poi tocca a Enric Mas. Ma non fanno la differenza. E a 600 metri arriva la stoccata di Valverde. Solo Kwiatkowski resiste alla sparata dell’asturiano e, a dire il vero, per un momento il polacco mette la sua ruota davanti a tutti. Ma oggi è il giorno dell’Embatido, che negli ultimi 100 metri supera nuovamente il suo avversario e trionfa alla sua maniera, da Rey, sul Caminito. A 38 anni, Don Alejandro è ancora uno spettacolo.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Alejandro Valverde Movistar Team 4:13.01
2. Michal Kwiatkowski Team Sky +0.00
3. Laurens De Plus Quick-Step Floors +0.03
4. Wilco Kelderman Team Sunweb +0.03
5. George Bennett Team LottoNL-Jumbo +0.03
6. Tony Gallopin AG2R La Mondiale +0.03
7. Emanuel Buchmann Bora-Hansgrohe +0.03
8. Rigoberto Uran Ef Education First-Drapac P/B Cannondale +0.03
9. Nairo Quintana Movistar Team +0.03
10. Thibaut Pinot Groupama-FDJ +0.03

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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