Il Manchester United ricorda il disastro aereo di Monaco di Baviera.

Sono passati 58 anni dall’incidente aereo di Monaco di Baviera. Sul volo 609 della British European Airways c’era il meglio del futuro del calcio inglese. Morirono 23 dei 44 passeggeri: tra i superstiti l’allenatore Matt Busby e Bobby Charlton.

All’angolo dell’Old Trafford c’é un orologio che si é fermato alle 15:04 del 6 febbraio 1958. “The Munich Clock” é il ricordo indelebile e doloroso, nella casa del Manchester United, fissa l’attimo in cui la storia si é interrotta bruscamente nel disastro aereo di Monaco di Baviera. I ragazzi di Busby erano giovani e talentuosi da poco arrivati alla prima squadra del Manchester United. Poco più che ventenni, avevano già conquistato due scudetti, due Charity Shield e battagliavano con le big del tempo in Coppa dei Campioni.
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Proprio durante una trasferta europea, il disastro: il club aveva noleggiato un charter per fare ritorno dalla partita dei quarti con la Stella Rossa di Belgrado, terminata con un pareggio per 3-3 e che aveva sancito la qualificazione alle semifinali del Manchester United. L’aereo fece una fermata programmata a Monaco di Baviera per rifornirsi di carburante. All’aereoporto di Riem nevicava, e dopo una breve sosta, pare che il capitano abbia fallito due tentativi di decollo per le difficoltà metereologiche. La terza volta, l’Ambassador “Elizabethian” era arrivato in fondo alla pista per il decollo, ma la neve fresca mista ad acqua aveva frenato il carrello, provocando una brusca decelerazione. L’aereo urtò la recinzione spezzandosi in due, uno dei due tronconi finì su una casa, l’altro travolse un capannone di legno con all’interno un’autocisterna carica di cherosene. Rottami, fiamme e scene terribili si presentarono agli occhi dei primi soccorritori, il bilancio fu pesante perché morirono 23 dei 44 passeggeri.

Per otto giovani del Manchester United il tempo si fermò alle 15.04 del 6 febbraio 1958: Geoff Bent, Roger Byrne, Eddie Colman, Duncan Edwards, Mark Jones, David Pegg, Tommy Taylor, Liam Whelan morirono su quella pista ricoperta di neve, fiamme e sangue.Sir Bobby Charlton, sopravvisse assieme ad altri calciatori che, in nome e nel ricordo di quelli scomparsi, portarono avanti col cuore la stagione: nella prima partita dopo il disastro il Manchester travolse per 3-0 lo Sheffield Wednesday, con una formazione infarcita di riserve e ragazzi delle giovanili. In campionato, però, chiusero al nono posto. Commovente il percorso che portò la squadra a disputare la finale di Coppa d’Inghilterra, purtroppo persa contro il Bolton. In semifinale di Coppa dei Campioni, contro il Milan di Schiaffino e Liedholm, il Manchester United vinse la gara d’andata per 2-1 ma furono eliminati al ritorno con un 4 a 0. Alla fine della partita l’Old Trafford fece partire un applauso interminabile che arriva fino ai nostri giorni attraverso tanti racconti, un film e persino una canzone dei Futurheads, “News and Tributes” che ci ricorda che quella squadra di giovani dimezzata è solo andata a dormire.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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